Naftalina come antitarlo: funziona? Guida all’uso della naftalina contro i tarli del legno

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Buchi provocati dai tarli

Molto spesso l’immaginario collettivo porta ad errori di valutazione abbastanza marchiani, con conseguenze di larga portata ed errori di valutazione abbastanza clamorosi. Come accade ad esempio quando si parla di tarme e tarli, due insetti i quali vengono indicati comunemente alla stregua di infestanti del legno. Si tratta in effetti di un errore abbastanza clamoroso, in quanto si tratta al’atto pratico di due insetti completamente diversi tra loro e che non sono legati da alcun rapporto di parentela.

Le tarme

Le tarme, infatti, fanno parte della famiglia dei lepidotteri, e si presentano come piccole farfalline dotate di una apertura alare di  circa un centimetro. Non si nutrono di legno, bensì di cheratina e proprio per questo vanno ad attaccare i tessuti come indumenti, cuscini, materassi ed altri che contengono questa proteina all’interno di peli e tessuti. La loro voracità è ormai ampiamente conosciuta, a causa dei grossi fori che riescono a produrre nei materiali attaccati, ma le loro caratteristiche biologiche non prevedono l’attacco al legno, in quanto non potrebbero digerirlo.

I tarli

I tarli, invece, sono insetti xilofagi, i quali sono soliti vivere e prosperare all’interno dei manufatti lignei ove trovano la materia prima per nutrirsi, sotto forma di cellulosa, amido e lignina. Quando compaiono i loro caratteristici fori nel legno, vuol dire che il loro lungo processo di trasformazione è praticamente giunto al termine. Un processo che prevede la deposizione delle uova da parte della femmina nelle fessure della struttura, da cui saranno poi generate le larve, cui è affidato il compito di scavare lunghe gallerie al fine di portare a compimento il processo di trasformazione. Quando saranno diventate adulte esse inizieranno a sfarfallare all’esterno creando appunto i fori, con detrimento estetico, ma, soprattutto strutturale, in quanto andranno a minare la stabilità e l’integrità di mobili, parquet, travi, e altri manufatti lignei presenti all’interno dell’abitazione.

Come si può rimediare alla presenza dei tarli?

Una volta appurata la presenza di insetti, occorre quindi cercare di capire se si tratti di tarli o tarme. Nel primo caso, si può reagire in due modi: adottare un trattamento antitarlo sotto forma di preparato industriale, oppure ricorrere a sostanze naturali o fai da te, i cosiddetti rimedi della nonna.
Tra i secondi, sono in molti a indicare la naftalina, rischiando non solo di ingenerare confusione, ma anche di spingere ad adottare una ricetta potenzialmente dannosa per la salute.

Cos’è la naftalina e a cosa serve

La naftalina è un idrocarburo estremamente tossico, in quanto prodotto dalla distillazione di petrolio, carbone e catrame. Sotto forma di insetticida risulta molto aggressivo, andando a liberare vapori in grado di irritare le vie respiratorie e causare nausea e cefalea. Proprio per questo si consiglia generalmente di ventilare molto gli ambienti in cui venga usata.

Va anche ricordato che ove ingerita accidentalmente, la naftalina può avere esiti mortali nell’uomo, e che proprio per questo andrebbe conservata adottando particolari precauzioni.

Se nel caso degli adulti la dose letale è piuttosto alta, attestandosi tra i 5 e i 15 grammi, rendendo gli avvelenamenti anche accidentali un’eventualità piuttosto rara, per quanto riguarda i bambini sono sufficienti uno o due grammi e occorre quindi fare estrema attenzione a conservarla in luoghi ad essi inaccessibili.

Un rimedio ormai in disuso

Oggi si ricorre sempre di meno alla naftalina, nonostante si continui ad indicarla, erroneamente, come rimedio contro i tarli.

Non solo per le controindicazioni già ricordate, ma anche perché in effetti è ormai assodato come essa sia indicata per combattere le tarme e non i tarli.

Proprio per questo motivo i prodotti a base di naftalina non sono più presenti in commercio da anni, ma continuano comunque ad esserlo nelle nostre abitazioni e forse sarebbe il caso di eliminarli del tutto, puntando senz’altro a rimedi naturali meno tossici e pericolosi.