Olio di lino come antitarlo, tutto quel che bisogna sapere.

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Olio di lino

Come è noto, anche quando si tratta di eseguire trattamenti antitarlo, sono in molti a magnificare i risultati che possono essere ottenuti mediante i cosiddetti rimedi naturali, fai da te o che erano comunque usati in epoche nelle quali era difficile reperire prodotti industriali all’uopo.

Si tratta di una questione abbastanza controversa, tanto da spingere alcuni esperti in trattamento del legno a denunciare come assolutamente inefficaci questi trattamenti naturali.

Da parte nostra non prendiamo posizione e ci limitiamo a registrare il cristallizzarsi delle posizioni.

L’olio di lino come antitarlo: funziona?

Tra i rimedi naturali che vengono usati in qualità di antitarlo, c’è anche l’olio di lino, ovvero quello che si ottiene dalla spremitura di semi di lino precedentemente essiccati o tostati. Viene usato nell’alimentazione umana e animale se spremuto dal seme crudo per non alterare il contenuto di omega-3 e omega-6, oppure come rimedio naturale per la salute dei capelli.
Quello che non molti sanno è che l’olio di lino è anche considerato un potente antitarlo, soprattutto se utilizzato in concomitanza con altre sostanze. In particolare secondo alcuni sarebbe il più potente antitarlo in assoluto se accopiato ad una pari quantità di kerosene.

Una precisazione importante

Proprio in relazione a questo modo di utilizzare l’olio di lino, va però sottolineato come in pratica il principio attivo, ovvero la sostanza che si attiva contro i tarli sarebbe il kerosene (presente del resto proprio negli antitarlo che si trovano in commercio).

L’olio di lino, a sua volta, fungerebbe da veicolante, ovvero sfruttando la sua capacità di spingere sempre più in profondità il principio attivo, dandogli modo di andare a colpire il tarlo negli anfratti più nascosti.

Al contempo, va anche ricordato il parere di alcuni esperti, secondo i quali nel legno antico non riuscirebbe a svolgere il suo compito. Considerato che gli insetti xilofagi si nutrono proprio di legno antico, si tratta di una limitazione di non poco conto.

A proposito dell’olio di lino

Estratto dai semi di lino, questa sostanza è simile all’olio di oliva tanto da essere usato in casi estremi in sua sostituzione. E’ composto da molecole che una volta riscaldate, tendono ad unirsi tra loro, ingrandendosi e allungandosi, prendendo il nome di polimeri. Prima di diventare un polimero, viene indicato come crudo, una volta operata la trasformazione in qualità di cotto.
Proprio l’olio di lino crudo è quello che riesce a penetrare meglio nel legno, in quanto caratterizzato da molecole più piccole e semplici. Effettuata la penetrazione nelle fibre del legno, a causa del calore polimerizza andando ad occuparne e chiuderne i pori, e rendendolo di conseguenza abbastanza impermeabile. Inoltre tende ad asciugare molto lentamente e a restare a lungo unto e appiccicoso.
L’olio di lino cotto, nonostante alcuni inconvenienti, come ad esempio la tendenza a sfogliarsi e distaccarsi, è ancora molto usato come finitura, in particolare nel trattamento impermeabilizzante di pavimenti in “cotto”.

Conclusioni

Basta fare un rapido giro d’orizzonte online per capire come quello dei rimedi naturali sia un tema molto dibattuto a proposito di trattamenti antitarlo. Se sono molte le pagine dedicate a questi rimedi della nonna, molti sono anche coloro che avvertono sulla loro sostanziale inutilità se realmente si intende combattere contro i tarli con armi non spuntate in partenza.
Il caso dell’olio di lino è però particolare, in quanto sono in pochi a consigliarlo all’interno di trattamenti di questo genere e anche quando lo fanno, hanno cura di specificarne la reale funzione, che è quella di veicolante del principio attivo. In pratica l’olio di lino si rivela lo strumento adatto a consentire al principio attivo (permetrina o altri a base di kerosene) di penetrare più a fondo nel legno trattato e scovare gli insetti.

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