Antitarlo per mobili antichi: tutto quello che c’è da sapere

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Antitarlo microonde

Avere mobili antichi nella propria abitazione rappresenta un vero piacere. Non soltanto per il valore finanziario da essi rivestito e derivante dal fatto che sono costruiti con legnami di pregio, come quercia, ciliegio, mogano e palissandro, ma anche per il grande fascino che li caratterizza e che conferisce grande calore all’arredamento dell’abitazione.

Proprio perché hanno un valore, i mobili antichi andrebbero preservati da ogni possibile pericolo. Basti pensare ad esempio che nella loro valutazione da parte delle case d’arte può andare a incidere un fattore come lo stato di conservazione.

Un fattore che non deve essere confuso con la qualità, in quanto le condizioni sono lo stato in cui l’oggetto si trova al momento della valutazione. Il modo in cui esso riesce a rispondere alla domanda relativa al modo in cui ha superato la prova del tempo rappresenta un dato estremamente importante nella determinazione del suo valore. E’ del tutto naturale che un oggetto in ottime condizioni abbia un valore superiore rispetto a un altro simile, ma ormai in cattive condizioni.

I fattori che possono aumentarne il valore sono in particolare le finiture, il rivestimento e il vetro originale, solo per citarne alcuni. Mentre a ridurre la quotazione possono contribuire fattori come il danneggiamento dell’impiallacciatura, l’ossidazione, le etichette mancanti, le crepe, le scheggiature, le parti mancanti, le macchie, i graffi e i buchi prodotti dai tarli.

Come lottare contro i tarli nel caso dei mobili antichi

Quando i tarli compaiono nei mobili antichi, quindi, il danno è ancora più consistente di quello che avviene in manufatti lignei più recenti e di minor valore. Proprio per questo motivo occorre cercare di mettere in campo strategie tese a combattere gli insetti xilofagi e impedire loro che vadano a nutrirsi del legno della struttura in oggetto, scavando gallerie che possono alfine danneggiare la struttura compromettendone addirittura la stabilità.

Se nelle strutture museali a proteggere i mobili antichi provvedono strumenti estremamente raffinati e costosi, che sono in grado di provocare rumori sgraditi agli insetti xilofagi, nelle residenze private difficilmente si può dispiegare una strategia così complessa e costosa, Occorre quindi cercare trattamenti in grado di stendere un cordone protettivo intorno al manufatto da difendere.

Tra i trattamenti che possono essere messi in campo nel caso dei mobili antichi, vanno menzionati in particolare due sistemi brevettati e caratterizzati da estrema innovazione. Si tratta del cosiddetto Kill Box System e delle microonde, i quali possono essere condotti sul posto senza spostare i mobili, limitando anche la spesa. Andiamo dunque a vedere nel dettaglio di cosa si tratti.

Kill Box System

Il metodo indicato come Kill Box System rappresenta un sistema per anossia, ovvero facente leva sulla privazione di ossigeno, a seguito della quale tutti gli organismi intrappolati nell’oggetto trattato vengono a morire. In tal modo è peraltro possibile evitare di agire con prodotti chimici, i quali possono comportare rischi non indifferenti di carattere sanitario, e di dover spostare gli oggetti. Si tratta di un sistema ideale per i musei, le attività commerciali e le abitazioni private, ovvero in quelle strutture nelle quali si trovino oggetti di dimensioni ridotte o comunque mobili.

Il procedimento viene portato avanti da camere pneumatiche costituite da due elementi in PVC ad alta resistenza, le quali possono anche essere separate in modo da permettere un utilizzo più rapido e agevole. Se uno degli elementi è chiamato a costituire la base d’appoggio al fine di posizionare gli oggetti per il trattamento, l’altro è costituito da un telo in PVC estremamente leggero e in grado di resistere al carico in trazione e in pressione, che viene usato di copertura. Entrambi gli elementi vengono sigillati mediante una zip speciale a tenuta stagna.

Una volta che si sia proceduto al montaggio della copertura e che sia stata assicurata la tenuta stagna, un aspiratore da 90 Watt provvede a creare il vuoto, mentre la camera viene tenuta ad una temperatura costante di 29 gradi centigradi per mezzo di un termoconvettore da 2000 Watt, a sua volta posto sotto il comando di un termostato.

Come già ricordato in precedenza, questo sistema consente non solo di agire in maniera rapida, ma anche direttamente a domicilio. In tal modo diventa possibile un netto abbattimento dei costi evitando spostamenti dei mobili da trattare che possono comportare uno sforzo fisico non indifferente.

Il Kill Box System è brevettato per l’eliminazione dei tarli dei mobili e ne garantisce la totale eliminazione, insieme a quella di altri insetti infestanti all’interno del materiale trattato. Il tutto anche anche quando non siano stati riscontrati i fori d’ingresso.

Va poi sottolineato come questo sistema sia in grado di garantire l’assoluta sicurezza sotto il profilo della tossicità e dell’operatività.

Inoltre riesce ad evitare che possano restare pericolosi residui sul materiale trattato, di produrre cattivi odori e rumori fastidiosi. La disinfestazione dei tarli può avvenire in qualsiasi punto dell’abitazione o del locale in cui sia posizionato l’oggetto da trattare, senza nuocere a persone o animali che siano eventualmente presenti nell’abitazione. Allo stesso tempo, occorre ricordare come anche un trattamento di questo genere possa portare infine ad un risultato non esaustivo.

Il trattamento antitarlo a microonde

Altro sistema che è consigliato per la disinfestazione dei mobili antichi è il MicroSystem®, ovvero quello imperniato sull’uso delle microonde. La sua peculiarità più notevole è quella di rappresentare un sistema ecocompatibile estremamente efficace, grazie al quale è possibile eliminare tarli e parassiti dannosi i quali attaccano il legno non solo sui mobili antichi, ma anche sulle travi, le capriate, la boiserie, il parquet e su tutti i manufatti di arredo lignei.

Il sistema a microonde va infatti a sfruttare l’energia elettromagnetica in modo da riscaldare tarli e insetti presenti nel legno, in ogni loro forma, siano essi in stato di larva, pupa, adulto o ancora sotto forma di uovo. Il sistema di Disinfestazione MicroSystem® va in pratica a scaldare gli insetti sino ad oltrepassare la soglia per loro letale. Il tutto senza peraltro andare ad intaccare il legno e quindi evitando danneggiamenti.

Oltre a garantire l’integrità degli oggetti trattati, questo sistema ne consente l’utilizzo subito dopo che sia terminata la disinfestazione, in quanto l’energia utilizzata si disperde rapidamente una volta che sia finito il trattamento. In tal modo vengono dunque ad essere assicurata la rapidità e l’efficacia della lavorazione.

In questo caso si utilizzano camere modulari che vengono composte direttamente sul posto ove deve avvenire il trattamento, in modo da evitare trasferimenti che, nel caso di mobili di pregio, possono comportare danneggiamenti. Si tratta quindi di un trattamento non solo ecologico, ma anche teso a contenere al massimo i costi che, rispetto ai sistemi per anossia garantisce una maggiore probabilità di riuscita.

Altri trattamenti per i mobili antichi

Anche nel caso dei mobili antichi si può provvedere ad utilizzare alcuni trattamenti fai da te, magari provvedendo ad unirli a semplice buon senso. Come quello che impone di non portare nuovi mobili o manufatti lignei in casa, ove prima non ci si sia sincerati che essi siano sani e non rechino con sè potenziali rischi. O come quello il quale impone di mantenere in buone condizioni l’oggetto in questione lucidandolo per impedire che possa diventare ben presto terreno ideale per la posa delle uova. A questo scopo è sufficiente fare una manutenzione ordinaria due o tre volte l’anno, passando con un panno la cera e, una volta che la superficie sia asciutta, lucidarla con un panno di lana.

Altro accorgimento che può impedire il contagio è quello teso a incentivare le migliori condizioni ambientali possibili sotto questo punto di vista. In particolare, occorre impedire che il contenuto di umidità del legno oltrepassi il 20%, che la stessa sia favorita dall’assenza o dalla carenza di ricambio d’aria e che la temperatura sia tra i 22 e i 25°, considerata ideale per l’attività e i cicli degli insetti.

Una volta che il trattamento sia stato espletato, sarebbe poi meglio provvedere alla chiusura dei fori di uscita del tarlo ormai adulto, i quali possono diventare facilmente nido per nuove covate di altri insetti, anche di altre specie.

Un’ottima misura preventiva in tal senso è la stuccatura dei fori, che peraltro dovrebbe essere fatta sistematicamente in fase di restauro. Grazie ad essa, infatti, diventa più agevole anche la scoperta di nuove procreazioni, facilitata dal riscontro di nuovi buchi e polverine di rosura. In casi di questo genere è sufficiente iniettare sul nuovo foro l’antitarlo con una siringa per poi provvedere subito a chiuderlo con cera in stick del colore più appropriato al mobile in oggetto.

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