Antitarlo a pennello: tutto quel che c’è da sapere sull’antitarlo da spennellare

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Spennellatura

La comparsa dei tarli sui mobili o sugli altri manufatti lignei della casa, può tramutarsi in una piccola tragedia. Chi affida al mobile un valore affettivo, in particolare, può sentirsi ferito dall’attacco proditorio portato dagli insetti xilofagi, proprio in conseguenza del legame stabilito con la struttura infestata. Va però ricordato che così come arrivano, i tarli possono essere combattuti, sino alla loro distruzione, più o meno definitiva. Per farlo, occorre però dare luogo ad una attenta ricognizione dell’oggetto attaccato, per cercare di capirne le reali esigenze. Una ricognizione che deve in particolare aiutare a capire se i tarli sono ancora presenti.

Come capire se i tarli sono ancora attivi

In particolare, per capire se gli insetti sono ancora all’opera occorre osservare attentamente i fori da essi prodotti. Se sono arrotondati vuol dire che i tarli hanno già ritenuto esaurito il loro compito, trasferendosi, mentre in caso di sfrangiamento del bordo, sono ancora presenti all’interno del legno e stanno portandosi avanti nel lavoro. Per impedire che ciò accda, serve un trattamento antitarlo.

I metodi per combattere i tarli

I metodi antitarlo sono molti, basta fare una rapida ricognizione sul web per trovare veri e propri gruppi di discussione in cui ognuno dei partecipanti decanta il proprio come il migliore in assoluto vantando risultati pressoché esaustivi.

In realtà molti dei metodi indicati spesso non danno risultati apprezzabili soprattutto perché vengono utilizzati in maniera impropria.

Basti pensare al caso dei trattamenti naturali o fai da te, che possono avere una validità ove si tratti di prevenire un attacco degli insetti xilofagi, ma non certo ove invece l’infestazione sia già avvenuta. In questo caso è molto più indicato utilizzare un prodotto industriale oppure ricorrere al cosiddetto sistema anossico, ovvero alla privazione di ossigeno che comporta infine la morte dell’insetto.
Tra i trattamenti che vengono spesso propagandati c’è anche quello che prevede la spalmatura del prodotto sulla superficie trattata mediante spennellatura, ovvero utilizzando un pennello. La domanda che ci si dovrebbe porre prima di ricorrere a questa tecnica è però la seguente: è realmente efficace?

I trattamenti antitarlo con pennello non sono efficaci

Ad una domanda di questo genere gli specialisti dei trattamenti riguardanti il legno sono soliti rispondere in maniera molto netta affermando che la spennellatura non è assolutamente efficace nel caso il tarlo sia ormai andato ad infiltrarsi in anfratti situati nella profondità del legno. Come mai tanta nettezza? Per un semplice motivo:

il legno è un materiale idrofobo, ovvero non è in grado di assorbire i liquidi. Ne consegue quindi che il prodotto antitarlo liquido non riesce a penetrare all’interno del legno in cui i tarli stanno nel frattempo scavando le gallerie.

Insomma, decidere di applicare un antitarlo usando il pennello rischia di rivelarsi una scelta abbastanza inefficace, tanto che alcuni specialisti consigliano di adagiare il mobile su un fianco o addirittura capovolgerlo, per poi spennellare il liquido antitarlo. Soltanto in questo modo la sostanza potrà essere aiutata a raggiungere una maggiore profondità e andare in conseguenza di ciò a combattere la battaglia contro i tarli che si saranno rifugiati negli anfratti più nascosti.

Come sfruttare il pennello

Va però ricordato che lo spennellamento può invece essere d’aiuto quando si deve dare vita all’anossia, ovvero al sistema che prevede la sottrazione di ossigeno alla struttura infestata. In questi casi, infatti, prima di immettere il mobile o il manufatto dentro un sacco di nylon, ove dovrà restare non meno di tre settimane, si deve spennellare sulle gambe, sulla schiena, nei cassetti, nelle porte e in tutte le altri parti che sono interessate. Una operazione da portare a termine senza fretta in quanto saltare in maniera anche accidentale qualche pezzo vorrebbe dire vanificare tutto quello che è stato fatto.

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