Antitarlo a immersione: come funziona? Quali prodotti utili? Vediamolo

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Quante volte ci è capitato di trovarci di fronte a mobili molto preziosi, soffitti, infissi di casa e parquet, totalmente infestati da tarli e quindi danneggiati in modo abbastanza rilevante? Chi ricorre al fai da te, deve tener conto che non è semplice sconfiggere definitivamente il problema tarli e non sempre si riesce. Spesso, infatti,occorre utilizzare dei trattamenti in modo ripetuto,senza tuttavia avere una garanzia totale della riuscita. Solo ditte specializzate riescono a mettere in atto dei trattamenti anti-tarlo efficaci. Nella guida sottostante troverete tante informazioni riguardo un trattamento chiamato antitarlo a immersione, da come si esegue  ai prodotti che servono per renderlo possibile.

Come funziona il trattamento ad immersione

Il trattamento antitarlo a immersione avviene utilizzando prodotti chimici piuttosto aggressivi, necessari per avvelenare l’insetto. Un sistema consiste nell’iniettare attraverso i fori fatti dai tarli, e anche in altre fessure, un liquido apposito molto penetrante, che viene assorbito dal legno.
L’immersione inizia utilizzando una siringa con cui si inietterà il prodotto, ma esistono anche bagni a immersione o pratiche bombolette spray. L’unica nota negativa sta nel fatto che non basta un solo intervento per eliminare i tarli, ma bisogna ripetere il trattamento diverse volte.

Il ciclo applicativo

Un legno invaso dai tarli presenta i tipici fori attraverso cui l’insetto è uscito; in questi stessi fori si inietta il liquido antitarlo, per raggiungere le larve ancora presenti dentro il legno. “Con una paglietta metallica pulita e asciutta si pulisce perfettamente il pezzo, asportando ogni traccia di colla e segatura. Non si deve premere troppo per non “scavare” l’impasto all’interno dei fori. Poi si lascia asciugare. Dopo questa fase si può applicare una stuccatura delle lievi irregolarità rimaste, quindi si passa alla finitura della superficie. Si strofina sul pezzo, per mezzo di una spugna umida, della segatura fine dello stesso legno su cui si lavora”. Armati di pazienza, si impasta la segatura con la colla che va a penetrare in profondità nei fori,chiudendoli totalmente. Si spennella la parte rovinata, dopo un’accurata a pulitura, con una soluzione molto diluita di colla animale sciolta a caldo, mescolata con un po’ di mordente del colore del legno che ci serve. L’operazione deve essere piuttosto veloce affinché la colla non asciughi.

I prodotti da utilizzare

Per ridare vita ai mobili rovinati, utilizzando il trattamento antitarlo a immersione, una volta eliminati insetti e larve, il mobile va passato con la colla che abbiamo visto essere sgradita ai tarli, ma ne esistono anche altre, vediamo quali.

Il cherosene si può rivelare un utile alleato, perché tossico per gli insetti. Quando, dunque, il tarlo mangia le fibre trattate con questa sostanza, muore.

La soluzione di aceto e lavanda, rimedio messo in pratica da tempi antichi,consiste nell’armarsi di una siringa e iniettare, buco per buco questa soluzione.

Oli essenziali di agrumi o lavanda, ma bisogna considerare che è solo in primavera che le larve, prima di trasformarsi, si spostano più vicino all’esterno e quindi i trattamenti liquidi hanno più successo. Anche le essenze di cedro e zafferano ed eucalipto risultano sgradite ai tarli, per cui è importante passare periodicamente un panno imbevuto di queste essenze sulle superfici, senza dimenticare i punti più nascosti e meno raggiungibili.

I passi successivi al trattamento

Dopo aver utilizzato il trattamento antitarlo ad immersione, il mobile deve essere lasciato asciugare alcuni giorni in quanto le sostanze impiegate sono quasi tutte a base oleosa e impedirebbero verniciature, incollaggi  e altre operazioni. Inoltre è importantissimo ricordare che prima di procedere alla riparazione del mobile, è sempre bene controllare ed essere sicuri che i tarli non lo abbiano reso inutilizzabile. Se l’opzione purtroppo è quella appena citata, è meglio sostituirlo, perché non è possibile recuperare quello danneggiato. Se, invece, il danno è solo estetico, si può procedere al trattamento.

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