Zolfo come rimedio antitarlo: funziona?

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Zolfo

Chi è solito consultare il web alla ricerca di trattamenti antitarlo in grado di risultare efficaci contro gli insetti xilofagi, ad un certo punto si imbatterà sicuramente nello zolfo. Anche questa sostanza, infatti, viene accreditata di un certo potere distruttivo nei confronti dei tarli, alla stregua di molti altri rimedi naturali di cui spesso si decantano proprietà di cui è perlomeno lecito dubitare.

In particolare all’interno dei forum di discussione sono in molti ad avanzare l’ipotesi di una sua efficacia nei trattamenti tesi a disinfestare il legno. Quindi, la domanda che dovremmo porci, è la seguente: lo zolfo come antitarlo funziona?

A proposito dello zolfo

Lo zolfo viene indicato dal simbolo chimico S, ed è un metalloide che si trova in natura principalmente nelle solfare e nelle solfatare, sotto forma di zolfo cristallino o zolfo amorfo, spesso in concorso con minerali caratteristici (celestina, SrSO4, baritina, BaSO4, aragonite, CaCO3).

Presente nel nostro corpo in quantità che in un adulto si aggirano intorno ai 140 milligrammi circa, lo si può trovare soprattutto negli aminoacidi solforati. Fra di essi, la metionina e la cisteina servono per costruire sia proteine dal ruolo strutturale (come la cheratina e il collagene) sia enzimi i quali vengono successivamente coinvolti nelle numerose reazioni che hanno luogo all’interno del nostro corpo.

Una buona presenza di zolfo, in tal senso, viene indicata dalla pelle giovane, oppure dalle buone condizioni di capelli e unghie.
Inoltre, esso partecipa alla produzione di acidi biliari e alla respirazione cellulare. Si tratta perciò di un elemento fondamentale, di cui bisognerebbe assumere circa 850 milligrammi ogni giorno al fine di soddisfare le esigenze del nostro organismo.

Dove viene impiegato lo zolfo

Lo zolfo viene utilizzato come tale o sotto forma di composto in una lunga serie di attività, a partire dall’agricoltura, ove una miscela di zolfo e solfato di rame in sospensione acquosa porta al varo di un noto anticrittogamico il quale è in grado di esplicare la sua azione particolare contro l’oidio, un parassita che affligge numerose piante, in particolare la vite.
A livello industriale viene invece utilizzato per la vulcanizzazione del caucciù, all’interno di un trattamento teso a conferirgli elasticità in modo da portare all’ottenimento della gomma.
Nel settore chimico  lo zolfo è poi usato per la preparazione di mastici, cellulosa, tessuti sintetici, acido solforico e solfati.
Nell’industria farmaceutica lo si trova nelle pomate di uso medico e veterinario, in quella tessile come sbiancante di lana e cotone.
Inoltre trova impiego nella fabbricazione di polvere da sparo, esplosivi e fuochi artificiali.

Lo zolfo come antitarlo: funziona?

Come abbiamo già ricordato, spesso ci si imbatte nello zolfo quando si discute di trattamenti in grado di combattere contro i tarli per condurre infine alla loro eliminazione.

In effetti, una volta lo si usava nell’ambito dei sistemi antitarlo che puntano ad eliminare l’ossigeno, ovvero quelli anossici.

In pratica viene immesso nel manufatto acceso, in quanto una volta che il manufatto sarà stato sigillato in maniera ermetica si spegnerà da solo proprio per la definitiva fine dell’ossigeno. Inoltre, a livello teorico, il fumo prodotto dovrebbe contribuire da parte sua a rendere ancora più insano l’ambiente, avvelenando i tarli. Ci sono però molti dubbi sulla sua effettiva riuscita, tanto che come metodo è ormai in disuso da molto tempo.

Conclusioni

Proprio il fatto che ormai lo zolfo non venga più utilizzato dovrebbe confermare la sua sostanziale inutilità sotto forma di trattamento antitarlo. C’è peraltro da ricordare come sia abbastanza complicato reperirlo, tanto da poter concludere senza tema di smentita come sia sicuramente meglio non perdere tempo e passare ad altri metodi che possono sicuramente rivelarsi più efficaci nella lotta agli insetti xilofagi.

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